PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 01/04/2025
Marco aveva sempre amato disegnare, ma non con i pastelli o le tempere come faceva suo
nonno. No! Marco era un bambino moderno. Aveva un tablet nuovo di zecca ,un pc e un'app di pittura digitale che adorava usare per creare paesaggi surreali, mondi immaginari, e personaggi strani che prendevano vita sotto il suo tocco. Quella sera, dopo cena si mise al computer, ma accadde qualcosa di strano . Mentre stava mescolando i colori sul suo schermo, cercando di ottenere il perfetto mix di rosso e blu per dipingere un cielo al tramonto, lo schermo cominciò a brillare. Non era una luce normale, ma un bagliore che sembrava provenire da un altro mondo, un mondo che Marco non aveva mai visto prima. In un attimo, il suo pc smise di essere uno strumento di disegno e divenne un portale. Un vortice di colori esplose dallo schermo. Il rosso, il bianco, il nero, il giallo: tutti i colori che Marco avrebbe voluto usare nel suo disegno stavano prendendo vita. Li vedeva fluttuare davanti a lui, come se fossero diventati esseri viventi. Marco si alzò dalla sedia, incredulo. Venne avvolto da una nuvola coloratissima e luminosa e improvvisamente si accorse di non essere più nella sua stanza. Era in un paesaggio digitale, una distesa infinita di pixel e linee colorate, dove ogni colore aveva una forma e una personalità tutta sua. "Benvenuto nel nostro mondo, Marco! Siamo i colori che hai conosciuto nello schermo del laboratorio, e la tua personalità ci ha affascinato" disse una voce calda. Marco si girò, e davanti a lui si materializzò un colore rosso brillante, con un aspetto vivace e scintillante. "Sono il Rosso!" continuò il colore, "E tu, giovane artista, sei stato scelto per aiutarci a riportare l'equilibrio nel nostro universo. Ogni colore ha il suo ruolo, ma insieme dobbiamo imparare a danzare in armonia." Marco non riusciva a credere ai suoi occhi. "Ma… ma come è possibile? Come sono finito qui?"
"Non lo sappiamo esattamente," rispose il Bianco, apparendo delicatamente accanto a lui. "Ma sappiamo che tu sei il nostro legame con il mondo reale. Solo tu puoi aiutarci a risolvere i conflitti tra di noi." Mentre i colori continuavano a parlargli, un'ombra nera si fece strada tra di loro, distorcendo tutto ciò che toccava. "Chi sei?" chiese Marco, guardando con curiosità l'ombra che sembrava emergere da una distorsione digitale. "Mi chiamo Ombra," rispose la figura, la cui forma cambiava e sfumava come un errore di codice. "Sono l'ombra, la stessa con cui hai parlato nel laboratorio, quella che ogni colore porta con sé. Senza di me, non ci sarebbe luce. Ma non tutti mi vogliono, vero?"Marco sentì un brivido lungo la schiena. "Ma perché sembri così… minaccioso?" L'Ombra si avvicinò lentamente,con le sue linee sfocate e vibranti. "Perché a volte, anche nella bellezza dei colori, c'è qualcosa di oscuro. E tu, giovane, dovrai decidere se accettare anche la mia presenza." Marco rimase in silenzio per un momento, poi guardò i colori e Ombra con una nuova consapevolezza. "Non si può avere la luce senza l'oscurità," disse, ricordando una lezione che gli aveva insegnato la sua insegnante di arte. "Forse possiamo trovare una soluzione, se lavoriamo insieme.""Esattamente!" esclamò il Rosso, mentre il Bianco annuiva. "E tu, Marco, sarai il nostro ponte tra i colori e il mondo digitale. Aiutaci a danzare in armonia, così che ognuno di noi possa essere il meglio di ciò che è e noi ti aiuteremo a realizzare un murales digitale , come hai sempre sognato. Ora visita i nostri regni e fermati nello spazio che più ti piace" ripeté Rosso. Il mondo digitale si illuminò di mille sfumature mentre Marco si rendeva conto di avere il potere di unire questi colori in un'unica creazione straordinaria. Ogni movimento, ogni clic che avrebbe fatto avrebbe potuto cambiare il corso della danza. E in quel momento, sentì una nuova ispirazione crescere dentro di sé: il suo viaggio nel mondo dei colori era appena iniziato.
dopo aver camminato tra i vari regni dei colori, Marco si fermò davanti a una parete enorme, che si estendeva per centinaia di metri. Era una parete bianca, immacolata, senza forma né vita. Sembrava un'area vergine, pronta per essere trasformata. "Questa è la superficie perfetta," gli disse Rosso, avvicinandosi con un sorriso. "È su questa tela che i colori dovranno incontrarsi. Solo qui possiamo creare l’armonia di cui abbiamo bisogno." Marco guardò la parete. Non c’era nulla di particolare in quella superficie vuota, eppure sentiva che avrebbe potuto fare qualcosa di straordinario. Ogni colore, fino a quel momento, era stato chiuso nel proprio regno, ma ora il suo compito era quello di farli danzare insieme. Il murales sarebbe stato il loro palcoscenico. “E come lo facciamo?” chiese Marco, guardandosi intorno, incerto su da dove iniziare. "Tu sei l'artista," rispose Bianco, che fluttuava sopra di lui, come una nuvola di luce. “Tocca a te. Ogni colore ha una sua energia. Devi sentirla, devi capire come si combinano.” Marco chiuse gli occhi un attimo. Percepiva il potere che ogni colore portava con sé: il calore del Rosso, la purezza del Bianco, il mistero del Nero. Ma c’era anche l’Ombra, che si nascondeva tra i colori, invisibile, ma necessaria.“Aggiungete i vostri colori,” disse Marco, e senza aspettare oltre, alzò la mano verso la parete. Con un gesto deciso, tracciò la prima linea. Un flusso di Rosso si tuffò nella superficie, creando una serie di onde vibranti. Poi, il Bianco si estese, con linee più morbide, accogliendo il Rosso con grazia. Il Nero apparve poi, come un'ombra sottile che creava profondità tra i due colori. Ma qualcosa mancava, qualcosa non tornava. La danza non era completa. Improvvisamente, un'ombra scura prese forma nella parte più alta della parete. L'Ombra, che sembrava appena una distorsione, si materializzò come una striscia di colore sfocato e sfuggente, pronta a prendere vita.
"Non dimenticare di includermi," sussurrò l'Ombra, come una presenza inquietante, ma necessaria. "Senza di me, tutto sarebbe piatto. Devi imparare a vedere l’intera gamma, la bellezza che esiste anche nell'oscurità." Marco esitò per un momento, ma capì. Senza paura, tracciò una linea sottile, una sfumatura di grigio che correva tra il Nero e il Bianco, unendo l'ombra con la luce. Subito, la parete iniziò a brillare, come se avesse preso vita. Ogni colore si mescolava con gli altri, ma ognuno manteneva la sua identità. La danza che avevano imparato a fare ora si manifestava sulla parete. Marco guardò il murales che stava prendendo forma davanti ai suoi occhi: ogni movimento era preciso, ogni sfumatura si univa senza conflitti, senza barriere. Il Rosso scivolava nel Blu, il Bianco accoglieva l’Ombra in un abbraccio silenzioso, e il Nero, finalmente, trovava il suo posto accanto alla luce. Alla fine, il murales era completo. Era una grande opera d‘arte digitale, ma anche una rappresentazione della loro armonia ritrovata. Ogni parte del murales era un riflesso della danza che avevano appena eseguito. Marco sorrise, soddisfatto. Aveva capito una lezione fondamentale: ogni colore, ogni sfumatura, aveva un valore. E solo accettandoli tutti, la bellezza prendeva vita.“Guarda,” disse il Rosso, “ora siamo completi.” Marco si allontanò un passo per osservare l’opera. La parete non era più vuota e grigia, ma vibrava di vita, di energia. Era diventata una danza di colori, una sinfonia visiva che parlava di pace, di equilibrio e di collaborazione. E per la prima volta, Marco si sentiva in perfetta sintonia con quel mondo, con i colori, e con sé stesso.

---Il significato del murales

il murales, in questo caso, diventa non solo un punto di arrivo, ma anche un simbolo dell'integrazione tra le diverse personalità e energie dei colori. Ogni colore ha la sua importanza, ma è solo unendo le diverse forze che il murales – e quindi l'armonia tra i colori – può essere realizzato. La parete bianca, all'inizio vuota, rappresenta lo spazio di possibilità infinita, in cui i colori, grazie alla guida del protagonista, si fondono per creare qualcosa di nuovo e straordinario.

in questo modo, l’opera finale non divenne solo un dipinto, ma una rappresentazione del processo di crescita e armonizzazione che i colori – e Marco – hanno affrontato per la realizzazione. Ma in quel mondo nuovo, tra schermi e pixel, i bambini si rivelarono un ponte invisibile tra il passato e il futuro. Non giudicavano i colori, non li riducevano a numeri o a semplici sfumature da utilizzare. Li accoglievano, li abbracciavano con la stessa naturalezza con cui si dipinge un sogno. Ogni clic, ogni tocco, non era un atto di separazione, ma di unione: i colori tornavano a danzare, a intrecciarsi con le mani dei bambini, diventando insieme parte di un'armonia che trascendeva ogni confine. I bambini, con la loro innocenza, avevano il potere di restituire ai colori la loro essenza più profonda, quella che nessuna macchina poteva rubare. Era come se, in quel momento, il passato e il futuro si fondessero in un unico, grande respiro. I colori non erano più prigionieri di uno schermo: erano tornati a essere vivi, e insieme ai bambini, avevano trovato un nuovo modo di essere liberi. Il mondo, pur cambiando, continuava a essere il luogo in cui la bellezza, l’innocenza e la creatività, uniti in un abbraccio senza tempo, non avrebbero mai smesso di esistere.-

questa conclusione mette in evidenza come, nonostante la digitalizzazione e la modernità, la connessione umana e la creatività dei bambini riescano a preservare e riportare in vita l’essenza dei colori, creando una fusione tra il vecchio e il nuovo che mantiene intatta l'armonia e l’emozione.fine.

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apprezzatissimo finale della tua saga quasi fantasy, di alto valore morale, sintetizzato nell'enunciazione :"ogni colore, ogni sfumatura, aveva un valore. E solo accettandoli tutti, la bellezza prendeva vita"... complimenti ancora, piaciuta proprio, pur essendo una favola indirizzata ai piccoli, in realtà il discorso e la metafora dell'unione creativa dei colori sono indicativi anche per gli adulti, che hanno la responsabilità di rendere concreto un mondo migliore. Un abbraccio

il 01/04/2025 alle 11:15

Ti ringrazio davvero tanto per le tue parole così sincere e profonde. Sono felice che tu abbia apprezzato il finale e che il messaggio sia arrivato in modo chiaro. È stato importante per me riuscire a trasmettere un valore che spero possa toccare anche gli adulti, in particolare in un momento in cui il mondo ha davvero bisogno di più unione e comprensione.Grazie Blu! A presto.

il 01/04/2025 alle 23:47

E’ un finale molto bello e particolare ,quasi un colpo di scena nel quale si realizza la perfetta fusione tra antico e moderno . Mi chiedevi se secondo me dovevi ‘’stringere un poco’’ perché ti dilungavi troppo . Il racconto va visto nel complesso e considerato in base a quello che è funzionale al racconto stesso . E’ l’autore a valutare cosa secondo lui è importante e cosa no e in questo sei perfettamente in grado di scegliere .Il tuo racconto mi è piaciuto tanto e da lettrice dello stesso ti dico che lo trovo perfetto . Baci Eos

il 04/04/2025 alle 19:57

E’ un finale molto bello e particolare ,quasi un colpo di scena nel quale si realizza la perfetta fusione tra antico e moderno . Mi chiedevi se secondo me dovevi ‘’stringere un poco’’ perché ti dilungavi troppo . Il racconto va visto nel complesso e considerato in base a quello che è funzionale al racconto stesso . E’ l’autore a valutare cosa secondo lui è importante e cosa no e in questo sei perfettamente in grado di scegliere .Il tuo racconto mi è piaciuto tanto e da lettrice dello stesso ti dico che lo trovo perfetto . Baci Eos

il 04/04/2025 alle 19:57

Scusa Ninetta , ma a volte per qualche strano fenomeno digitale si duplicano gli invii. Baci Eos

il 04/04/2025 alle 19:58

Ciao Eos,anche se l'autore ha il diritto di scegliere cosa è giusto per la sua storia, le reazioni dei lettori possono fornire spunti preziosi su aspetti come la lunghezza, il ritmo e la capacità di mantenere l'attenzione. Se un lettore si stanca o si perde nel racconto, potrebbe esserci qualcosa da aggiustare, anche se l'autore sente che il testo è "giusto" per lui .Grazie mille per il tuo feedback, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto il racconto.Me lo avevi già detto nei precedenti commenti ma risentirlo è incoraggiante.Un abbraccio.

il 04/04/2025 alle 22:22