...la terra sotto le unghia era fresca
il forte profumo di sterpaglia bagnata mi invadeva l'anima
e tutto attorno a me era nebbia
e vi erano i tumulti dei tuoni e il bagliore dei lampi
brividi sulla pelle e tremore
sentivo il sangue percorrermi le viscere
e come una morsa al collo
alzai lo sguardo verso il bianco cielo senza fine sopra la mia volta
e gli occhi si persero nel vuoto
immobili
le labbra si aprirono
le gocce di acqua fredda che scandagliavano la fronte, il naso, le gote
l'aria di quella palude si inoltrava dentro di me
le goccioline di pioggia scendevano verso la gola
sulle spalle, sulle scapole, sul seno
e sempre di più mi immergevo in quelle acque torbide
mi sentivo a casa
era il mio posto nel mondo
era dove dovevo sempre essere
un posto solo mio
dove potevo ricaricarmi
ovazione
appoggiata a quella sponda mentre i piedi accarezzavano il muschio del fondale
strane e piccole creature argentee si aggiravano attorno
e schivi occhi rossi rubino di iridescenti ed alte figure mi osservavano dietro ai cespugli e ai giunchi circostanti
ma io ero li
a casa mia
tutto il resto era un abisso condiviso e il vuoto così pieno
e l'acqua dal cielo si intensificava sempre di più
non vedendo l'orizzonte
chiusi gli occhi
e ti immaginai li con me
fra le onde frastagliate del tuo pensiero nella mia testa
le tue dita mi raggiunsero
stringendomi la vita e le mie gambe si legarono alla tua
potevo sentire il tuo respiro
eravamo così vividi
incastonati in un bacio morboso
eravamo tempesta in quella guerra di intemperie
rimembro
come i tuoi capelli scendevano lungo la schiena
amavo districarli fra le dita
come nastri infiniti che mi conducevano a te
e sentivamo il profumo delle felci, delle cortecce bagnate, il piacere di orgasmi domare il silenzio.
rimembri Amor Mio
ora questa è anche casa tua.
...Vivendo, sopravvivendo, morendo infinite volte e ritrovandosi Sempre.
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