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Pubblicata il 18/03/2025
Le corde vocali usurate
dall'urlare invasato
il cantante è finito
dopo un concerto esaltante
un teatro colmo di dèi.
la giornata è uggiosa
e tutto si mescola con estro
e la fantasia
d'uno stupido poeta
autore di versi così ignobili
da far rizzare i capelli agli amati Angeli.
l'adolescenza porta d'ammaccature sbiadite
la piazzetta assume tonalità desertiche
i suoi adolescenti tutti dimenticati
dall'assennatezza e dal fuorore spento
dell'età adulta.
la fine un giorno arriverà
nel buiore della notte
nel riposo del corpo e della mente
il The End nel pieno onirismo,
ascendere al cielo col jazz della vitalità
gesù che aspetta
la sua mano già tesa e io a camminare con lui
incontrando gente morta tempo prima
nel Paradiso più viva che mai.

stanotte ho sognato una porta
con su scritto: il paradiso può attendere
aspetterò con estremo piacere
darò da mangiare alle stagioni
fino a arrivare ai piccioni della vecchiaia.
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La poesia inizia descrivendo l’usura delle corde vocali di un cantante dopo un concerto intenso, seguita da un'atmosfera di riflessione sulla gioventù e l'adolescenza, vista come una fase che sfuma e lascia tracce. La vita adulta è rappresentata come un mondo che dimentica le passioni giovanili. Il testo prosegue con un’idea di fine imminente, ma non come qualcosa di spaventoso, piuttosto come una fase naturale che si svolge nel buio della notte, con un incontro con Gesù e una riflessione sul Paradiso. La chiusura del sogno di una porta che porta al Paradiso è una metafora di attesa e accettazione della vita che passa, come un ciclo che si conclude nella serenità dell’accettazione del tempo e delle stagioni. Molto bella! Saluti.

il 18/03/2025 alle 23:10