L'amore che riempie e svuota allo stesso tempo non è calcolo ma l’insieme di processi chimici che ci portano a vivere il sentimento, le emozioni, le esperienze, l’irripetibile, le contaminazioni, lungo il viaggio della divina commedia che è la vita. E ancora, l’amore non è fine al piacere da consumarsi freneticamente o ha il piacere come fine, ma ha in sé il raggiungimento e la soddisfazione del piacere, in modo equilibrato. L’amore ha come fine il viversi e il donarsi in equilibrio. L’amore è uno stato dell’essere vivente. È la dimensione dell’essere umano che è nata con lui; va visto come il principio della vita degno e prezioso e non il servizio caritatevole, non l’esegesi che le religioni fanno di essa e non è il principio né il fine, né la spiegazione alle religioni, nate queste dal potere, dalle conquiste territoriali, dalle guerre.
l’amore è l’umanità e i suoi processi. L’amore non è rappresentabile e visibile soltanto nella forma finita dell’essere e delle cose, ma lo è a partire dalla scelta dei materiali impiegati e dalla forza, dai pensieri elaborati e in evidenza, da ciò che prima era non conosciuto e poi si è reso noto; non è il corpo estetizzato ad’ essere celebrato e amato ma l’estesìa della psiche.
la chimica dell’amore
A) Per tutti quelli che perdono qualcosa e non sanno cosa,
volendola a tutti i costi trovare ma non sanno come fare
e non conoscono il posto da cui iniziare a cercare.
b) Sembra difficile nella nebbia trovare la risposta,
il rischio presto di sprofondare nella gebbia è osservato
del resto, lo dice anche Renato che la geometria non è un peccato
seppure il triangolo non l’avesse considerato, lui che è il numero zero.
c) Cosa? ma che state dicendo? Vi sembra il momento e il tema su cui scherzare?
b) Pensi che serva un poema in rima? Preferisco farmi un bagno a mare.
tu ascolta e ascolta in te e vedrai il suo senso.
a) Io lo vedo mettendo nel verso quel che penso.
e come piacque all’umore lo zucchero sciolto nell’acqua,
sciolgo la mia lingua che sciacqua la malalingua che tacque.
E toccandomi la mia treccia in questa breccia di pelle rossastra
fe.
b) Feci un tuffo nelle feci dell’acqua salmastra.
a) Ma no! Felice scoprì con la mia mano le funzioni delle mie azioni nascoste.
c) Vuol dire che ha trovato la sua Pentecoste?
b) Non è un poema, dici il vero, lasci anche la rima e in questa taverna, bevi l’amore e festeggi senza oste.
a) Che buoni burloni, accoppiati come la toma con la pera. Oggi la lezione comincia da qui.