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Pubblicata il 27/02/2025
ventotto dicembre
d'innanzi a tale meraviglia sboccia il desiderio che i miei occhi ora siano i tuoi.
praterie di un verde vivo si estendono sino all'oltre
l'erba non supera le caviglie, lasciando che variopinti fiori si mostrino al cospetto del cielo, che m'appare come una tela appena dipinta.
ogni cosa è armonia, e prima d'ora non avevo mai veramente udito quanto è profondo il respirare.
malgrado infinita magnificenza, i passi della mia anima conducono in un luogo dagli scenari tetri e desolanti. Potresti inorridire nel sapere che codesti luoghi non hanno trovato barriere. Ne resto affascinato ancor più della vanità di questa natura.
scendo in oscuri labirinti, la nebbia mi ha rapito, un demone sa il mio infuocato anelare di conoscere il perché della tenebra.
Sarò spettatore dell'orrore, e della follia di cui mi sono ammalato, ma sono convinto che la risposta che cerco e nei fondali di un mondo che gli altri non vedono, o che per codardia rinnegano.
chiedo perdono per tale superbia.
mia adorata quando tornerò non sarò lo stesso
ma so che il significato dell'esistenza, della mia quanto meno risiede nel mondo inverso.
È il ventotto dicembre,
il sole è alto nel cielo,
l'aria è dolce.
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