ventitre dicembre
il disco dorato e sovrano nel cielo terso
attimi di seduzione vengono infranti da un rapido volatile che lo attraversa...
Il suo passaggio non mi lascia alcun indizio della sua stirpe.
lo vedo solo svanire a nord, come se risucchiato dal colore gemello delle montagne, le cui vette ospitano timide nuvole che indugiano ad avvicinarsi al sole.
istanti che lusingano l’intelletto e inebriano i sensi.
il tempo ora mi è ostile nel suo progredire.
dovrò vestire gli abiti della quotidianità,
indossare la maschera per il vile scopo di una vita a metà.
la luce si dissipa
un senso di malinconia scorre dentro.
come un marinaio dannato navigo in acque melmose
crescente desiderio di gettarmi nel profondo, oltre questo putrido strato liquido.
scendere nell'azzurro che sempre più s'infittisce sposando il colore più oscuro.
ardo di speranza che nell'ultimo respiro, ai miei occhi ci sia l'immagine di questo mondo ancora incontaminato...