tredici di gennaio
ardo di essere come una donna
sorretta da forti e sicure braccia, nell'attraversare il sentiero delle rose
in smisurato conforto, gli occhi si chiudono, ed il cuore assapora la pace
non temo il turbamento nel sapere che dall'umida terra, la nebbia risale
lenta avvolge in principio i gambi per poi occultare il resto
fiori che pur privati del mero colore, ora grigi, non appassiscono, resistono
allietato, la leggerezza è padrona di me
felice, abbandono le forti sicure strette
Salgo nel cielo come il profumo dei fiori, poiché son nato il giorno della stella più lontana
La Morte
amata dalle menti più bramose del sapere, oppio dei poeti
Nemmeno il Sole che sorge e che rende chiaro e oscuro allo stesso tempo ogni evento è di tale potere.
ogni granello che cade è un passo più vicino alla Morte, e alla vita stessa.
fulgida m'appare in questo Tredici di gennaio