l'amore è mettersi al centro della propria vita, sapendo di non essere il centro dell'universo, ma sfere nel suo caos che giocano e ordinano. L'amore è lo spazio, la linea di confine, il “tra”. L'amore lo si vive ogni volta in cui si è in equilibrio con sé e la vita, nel momento in cui si è felici. Già quando non si è felici, non si sente l'amore ed ecco che tutto si capovolge, ed'è uno sprofondare nel buio che non salva. L’amore non rende felici se la felicità non la si fa entrare dalla nostra corona e non da certezze, ma dubbi, non impone ma libera, non da pugni, ma carezze. Soprattutto, l’amore è semplice da vivere e vuole viversi gioia dando spazio alla felicità di mostrarsi. Non ha obblighi e debiti se non quello di provvedere alla felicità reciproca.
l’amore dona sé stesso senza dover perdonare perché è altro dal bene e dal male, lasciandosi tutto il peso del bene e del male, vivendosi la condizione di felicità.
l'amore è la vita desiderata, sudata e non solo avuta per essere più vitale possibile e quando si pone davanti allo specchio, annullando le differenze, i contrasti, i contrari, mostrandosi nella sua natura di tutti i colori del prisma e prisma stesso.
l’amore io l’ho cercato ovunque da farmi folle, fragile, bugiarda agli occhi altrui. L’amore l’ho sondato nel vuoto e nel buio, nel dolore. Infine, l’ho trovato nell’alfabeto, nelle lettere, nella scrittura, nello studio con me stessa. L’amore è nato dalla ricerca, dalla scoperta e dalle ricompense, dai premi e dalle sfide. L’amore è divenuto vita quotidiana quando non ho più pensato all’amore ma ho scoperto di essere l’amore. È l’amore ad essere entrato in poesia quando io stessa mi sono trasformata in poesia ed è divenuto tutte le sfumature di colore quando sono entrata nella luce e nel buio, quando ho attraversato tutte le tempeste in cui la vita mi ha voluto mettere con me cosciente e no. L’amore è divenuto carattere e suono emesso dalla mia voce quando ho appreso l’importanza del silenzio e sono divenuta silenzio. L'amore è divenuto l’altro e nell’altro l’ho visto nascere quando si è arrivati alla fusione e poi nel differenziarsi non è morto, ma si è acceso di più, tracciandoci i cammini. L’amore l’ho visto morire e io sono morta nell’amore dell’amore e di me stessa per continuare a vivere nell’amore dell’altro. L’amore l’ho sentito nell’incontro sia sostandolo che attraversandolo, come potenza cosmica, quell’assoluto che piega e non spezza, che trasforma e non uccide. L’amore lo sento e lo vivo come processo biologico e chimico che opera in me per tenermi viva fino a quando è possibile, fino a quando il mio divino umano essere me lo permette. L’amore per me dice l’ultima parola ed è custode del mio ultimo sospiro.