ardore E dolore
ardore e dolore un libero canto
congiunti i punti sotto lo stesso manto
siamo piume su queste pianure attaccate
accanto alle radure e sopra le ruvide rocce.
ardore di fuoco gioco io il dolore
sapientemente dalle mani dentro la mente
che nei tocchi sani apre gli occhi di loro capre
davanti al toro, senza cantare in coro i santi.
e nella violenza gli umani sani cadono storditi
non amando più il perdono, stranieri inorriditi
di oggi e di ieri consumando l’oggi e più di un dono.
ardore e amore, fatale privo di male,
fa intimi, così tanto intimi
da confondere i contorni
e mordere di noi pelle e anima
sotto le stelle e nella lacrima di te che torni
attesa essere da me presa non una sposa che si munge
ma l’unica rosa che punge e mi punge con lo stesso mio ardore.