Non abbiate paura di popolare i luoghi degli orfani, di sentirvi
anche voi orfani del mondo, bisognosi d’amore, riconoscenti,
riconoscendo che il mondo necessita di cure e protezione.
orfani del mondo accogliete
la morte per divenire umani
figli del Grande Albero della Vita, tutti orfani dei mondi,
l’essenza dell’abbandono e del rifugio, divenuti nello scorrere
dei frammenti delle nostre visioni incarnate l’origine del mondo,
il respiro, la forma e il frutto dell’Albero Maestro del pensiero.
orfani di sguardi, orfani di cuori a brandelli, lacerati dal dolore,
guariti dai colori sulle tele di gioia, spazzando la solitudine
con l’oro del lavoro e dentro i boschi, guardiani vestiti di pelle
degli avi, camminiamo sulle mine e sui fiori con passo fiero e deciso.
orfani spogli di tutto, educati ad accogliere la morte e ogni trasformazione
cresciuti nel grande gioco e sostanza del gioco, meraviglia, unicità,
sottratta alla banalità del male e alla quotidiana guerra dei numeri primi
usciamo dall’invisibile ferita, la nostra irradiante coscienza e possente voce.
orfani, scopriamo che ciò di cui siamo stati privati è solo apparente vuoto,
quel vuoto che ha tutto già in sé, il tutto che annienta il nulla dell’esistenza.
orfani, apprendiamo a tracciare i confini della nostra ricca terra da espandere,
donata per il tempo in cui viviamo umani e torniamo ad essere atomi.