in un orgasmo di dolore
veniamo al mondo
in un orgasmo di dolore veniamo al mondo.
figli partoriti dalla luce che ci abbaglia per non vedere.
fratelli e sorelle, generati dalla forma che ci ingabbia per non disperderci.
non pidocchi ma maturi occhi che sanno osservare quando la bocca
asciutta, chiusa, ferita, tace sul volto pallido, freddo e scritto.
da orgasmi di desiderio e flussi di liquidi, veniamo concepiti
incoscienti e sorridenti, intrisi di quel desiderio avanziamo
nel labirinto della violenza, aggrappandoci alla speranza,
tenendo un filo rosso, lasciato cadere una volta usciti.