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Pubblicata il 01/02/2025
Sei il cantico più antico che dal ventre della terra esala,
e nel tuo ventre il mondo si rinnova.
a volte aspra altre d’ambrosia dolce sei bagnata.
fiore tra i fiori, e in mille profumi ti confondi,
zenzero e cannella nelle mani.
rosea la pelle tua, candida o ambrata,
sereno sguardo al mondo,
sorriso dolce e amaro di un pianto mai sopito.
fiore tra i fiori, cuore tra mille cuori,
calice odoroso gineceo d’amore,
gettato in terra calpestato e offeso
fiore di primavera,
la testa china e il pianto nelle mani.
dura come la roccia,
flessuosa come la spiga al vento,
e nelle mani amore, il frutto più bello
dono del tuo grembo.
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Questo testo evoca immagini di bellezza, dolore e amore in un linguaggio ricco e sensuale. Si riflette sulla femminilità, sulla sua forza e delicatezza, e sull'intimità che si rinnova continuamente, come un fiore che sboccia e si decompone. La metafora del "fiore tra i fiori" e del "calice odoroso" suggerisce una figura che è sia fragile che potente, ma anche offesa e trascurata, come il fiore che viene calpestato. Ma emerge nonostante tutto anche la grande forza e il grande dono della maternità -Bel testo. Saluti

il 01/02/2025 alle 20:33

Esemplare! Dopo Ninetta non aggiungo altro.

il 16/04/2025 alle 21:24