PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/01/2025
Non c'è più.

nei luoghi impalpabili dove si può ridere del grottesco, di un gatto seviziato, di tutto quello che fa schifo e violenza, dove si può disprezzare chiunque e se stessi, non si paga il biglietto;
i fatti, inesistenti solo lì, restano fatti. Senza parole, senza nome e senza permesso si può insegnare a non riconoscere il dolore.
cosa possiamo sapere?
si potrebbe essere metà salvati, ma dove finirebbe tutto il dietro che non è un culo?
i tribunali non servono,
è già abbastanza essere così nel mondo che lasceremo
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Immagini forti che possono risultare difficili da interpretare. Sembrano parlare di una realtà distorta e crudele, dove la violenza, il dolore e l'indifferenza dominano, ma al contempo sembra esserci una sorta di rifiuto del riconoscimento del dolore stesso. Una riflessione sul mondo contemporaneo, sull'apatia sociale o sulla difficoltà di confrontarsi con certe realtà. La chiusa suggerisce un senso di impotenza rispetto a un sistema che non offre risposte sufficienti. Saluti.

il 30/01/2025 alle 23:29

in un mondo impalpabile, virtuale o dell’immaginazione, tutto è lecito perché non esiste. Si può perdere il riconoscimento del dolore proprio e altrui. Il dolore va compreso La chiusa è un richiamo. Grazie per la lettura.

il 31/01/2025 alle 02:17