allucinati orpelli, tra lasagne di ghisa,
imperlate di roride cartelle
di beltà insignite,concorrono indisposti
a dirigere bariste,intonse nel vestire e
sedate da aquitrini di mostarda cremonese.
languide lingue immote,foraggian detersivi,
tra insetti laureati e ininfluenti armadi
votati al sacerdozio,stanco retaggio antico
di agricole enigmiste.
scorre tra ortaggi ottusi un circuito di foruncoli d'autore,
abboccati al retrogusto e dall'insegna intermittente.
ahi! Giuda foraneo sgradito agli ottomani!
…farcito in uno stampo di foglie allucinate!
il dissacrante abbaglio di impedite ossa
ripassate al forno, concorre all'arbitaggio
d'insensate ecchimosi, saporite essenze
di remoti allori, costanti nell'udito di
costipati annunci.
e alfin , farraginosi fiumi, assopiti nell'incedere,
fermentano le asole d'ingegnose allodole
di fresco palpeggiate da frivoli casquè!
olè!