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Pubblicata il 29/12/2024
Seduti sullo stesso ramo,
com’era vivo il nostro canto.
e calda, allora, era la vita!

lenti passavano i giorni
mentre gli anni volavano via.
sospesa indugiava l’infanzia.

nascosti da un cielo profondo
non conoscevo la mia speranza
e la gioia delle ore al tuo portone.

ci sorridemmo increduli
al momento degli addii
quel giorno desolato di settembre.

si persero per la strada,
spaiate come un guanto,
tutte le mie illusioni.

mentre il rombo dei motori reclamava
l’uscita da un’infanzia
troppo a lungo custodita,
insieme ai fiori secchi della Valle.
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I versi riportano ad un amore giovanile, a un tempo che scivola via, a un addio che segna un distacco doloroso. C'è una riflessione sulla perdita delle illusioni e sull'evoluzione della vita, che, attraverso immagini potenti come "il rombo dei motori" e "i fiori secchi della valle", sembra indicare una transizione verso la maturità, ma anche un senso di malinconia per ciò che si è perso lungo il cammino. Interessante.

il 30/12/2024 alle 08:16

Trovo che sia una poesia delicata. Che esprime in modo dolce il distacco. Bravo.

il 30/12/2024 alle 15:47

Grazie Ninetta, grazie Nora per il vostro commento.

il 30/12/2024 alle 17:02