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Pubblicata il 18/11/2024
liberamente ispirata a una leggenda medievale di Nettuno (rm)

giace la strega murata
nei panni di un volto commosso.
giace e piange disperata,
la notte che il mare è più mosso.

alza la voce il lamento
nei panni di strega che strilla,
voce concorde col vento,
concorde col buio ed oscilla

strega che giace nel borgo,
murata ormai secoli fa,
grido funesto ed un gorgo
fa eco nell’oscurità.

strega murata ha potere
dell’onda del mar che è tormento.
quale vendetta temere
di voce che invocherà il vento?
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Intrigante quanto ammirevole! Bravo davvero! Ciao Marco

il 18/11/2024 alle 16:01

La poesia sembra esplorare il tema della vendetta e del dolore di una figura emarginata e condannata, che, attraverso il potere degli elementi naturali, continua a influenzare il mondo. La strega murata diventa simbolo di chi soffre, nel contempo, pur essendo reclusa, possiede un potere indomito. Belle le emozioni contrastanti: la compassione, la sofferenza, la forza del mare e del vento, la lotta contro un destino ingiusto. Saluti

il 18/11/2024 alle 19:21

Grazie mille a tutti per i commenti! Questa figura sofferente mi ha sempre affascinato sin da quando ero ragazzo. La leggenda ormai è persa nel tempo e chissà perché la gente osò arrivare a questa crudeltà. Purtroppo quei secoli erano difficili e bastava poco per stigmatizzare una persona, magari all'inizio ritenuta soltanto un po' bizzarra, ma innocua, fino ad essere ritenuta inquietante o persino demoniaca. La paura e l'odio si mescolavano fino a portare atrocità e violenza. Benché oggi, nel 2024, non si sa bene se veramente fosse esistita la strega murata di Nettuno, all'interno del centro storico è presente quel che dovrebbe essere il suo volto addolorato, che non solo ha ispirato me, ma anche chi mi ha preceduto.

il 19/11/2024 alle 15:07