-Ho riposato a una quercia,
vecchia che alberga a Tricase,
i rami tessevano trame
di madrigali ed un’ombra
su cui io potei riposare.
la luce del sole filtrava
tra i rami infiniti di quella
quercia che alberga a Tricase,
quercia che a noi raccontava
di bianche e granitiche case.
l’onirico mi attraversava
e scorsi così l’Albania
dal faro della Palascia,
molteplici voci e poi i cori,
le danze e i tramonti e i rumori
di un mistico e antico Salento.
tramonti e dei vini propizi,
frantoio a Gallipoli e l’olio,
visioni di arcani interstizi.
e grotte che il bel luminare
del sole sognavo alla quercia
su cui io potei riposare-.
oh, viaggiatore, sei antico
e come una spugna tu assorbi
molteplici, del viaggiatore,
voci, tu sei un sognatore.
molteplici danze tu assorbi,
i canti son forza potente,
anima antica di gente.
e tu nei tuoi sogni trattieni,
oh, mistico re del Salento,
un mistico suono di quercia:
trattieni un segreto riposo.