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Pubblicata il 08/11/2024
L’oscura sera d’autunno, furiosa
fu l’aria fredda, che la dipartita
di un’altra estate era più dolorosa
e a lavorar era ancor Margherita.

cumulonembo, nube minacciosa,
schiacciava il mondo, furia imbizzarrita!
-Mi aspetti lieta, mia piccola Rosa!-
dentro la casa, lasciò una ferita

dolce compagno: venne la notizia,
tu, tra i clienti, fosti in farmacia,
ferocemente ti travolse il pianto!

città serena, che vesti mestizia,
mieti le notti, come malattia,
per ricoprirle di un fragile manto.
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Ottimo sonetto, bello e ben strutturato.

il 02/12/2024 alle 23:18