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Pubblicata il 08/05/2003
Speravo di non dovermi pentire
di non aver fatto di tutto allora
per inventare un'altra storia
pensavo di essermi battuto
nel modo giusto per non scivolare
nell'ipocrisia degli agenti speciali
credevo che il peggio era alle spalle
il buio delle stragi, la strage quotidiana
l'orpello dei golpisti, la mano ai piduisti
sentivo che eravamo nati al nuovo
e faticosa risalita cominciava delle scale
noi coi fiori in mano, noi con il sorriso
e ora siamo qui con ingloriosa storia
di trame, vendette, odi e malefatte
a rifar daccapo la strada già percorsa
tranelli, volgari detti, macilenti contraddetti
con l'aggravante che al secondo appuntamento
sembra più brutta, somiglia ad una farsa
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mi piace quando ti batti Mario,
mi piacciono le persone che sanno perdere per poi sperare di nuovo.

La poesia è molto ben architettata ed efficace nell'espressione, forte e consistente solo all'apparenza rassegnata.

Non sempre ce la facciamo a stare dietro all'avvilimento che ci procura la realtà corrente
ma soprattutto ora bisogna esserci, anche così

ti bacio per supportarti
Kat

il 08/05/2003 alle 17:41

attento occam, attenta kat che il nemico controlla. la caccia ai comunisti va avanti....non esponetevi troppo...linguaggi cifrati...auhhhmmmmm!!!!!

il 08/05/2003 alle 18:19