La sera d’ottobre ascoltavi un odore
di grilli nel bosco, qual vespro puerile
che scese nel bosco! Lassù, al Monte Autore,
quel suono coperse ciascun campanile,
finissimo telo, scese a Filettino
l’odore dei grilli. Una veglia febbrile
ti prese e guardavi laggiù un lumicino
e intanto tua madre gridava -che fate?
fa freddo qua fuori, solo un maglioncino
non basta! Fa freddo! Qua a casa tornate!-
tornavano a casa tutti i fratellini,
tu disobbedivi. Scendeva a Roiate
quel suono dei grilli e guardavi i lumini
dell’altra montagna e in silenzio restavi
sgomenta e incantata ed un suono: -bambini!-
ti prese nel cuore. Cosa immaginavi,
guardando quei lumi? Tua madre ti prese
portandoti a casa. Ma ancora ascoltavi
quel suono di grilli, che mai più si arrese,
restando aggrappato al suo triste destino,
che è simile al nostro decorso. Le chiese
risuonano ancora nel mite paesino,
coi lor campanili ed io torno la sera,
scandendo il mio tempo. Guardo il lumicino:
ho un fremito al cuore! La notte è severa
ed io mi distacco, ma, sai, non dovrei,
ho la mia famiglia e una casa sincera.
ho quel che rimane, io ho tutto e vorrei
riempirmi di gioia, nella mia tristezza
con la mia famiglia. So che apprezzerei
ciò che mi rimane. Sento l’amarezza,
c’è odore di grilli ed ho un fremito al cuore
la sera d’ottobre, argentata carezza.
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