O Maurizio, figlio di scena antica
Ché l'arte tua d'imago si compone
D'uomo e maschera, fuoco ch'arde e predica
Sotto il ciel di memoria e d'emozione
Dagli albori del giorno in cui nascesti
Foste, o maestro, incanto e viva voce
Con man ferma plasmar la luce desti
Narrando al core quanto il silenzio croce
Il palco è tempio, sacrario tuo diletto
Dove il corpo si fa verbo e figura
Con movenze ch'agli astri dan rispetto
E l'occhio all'ombra più non s’assicura
Oh, quante storie sotto il vel di sogni
Custodisci, o regista di ventura
D'ogni parola, d'ogni verso, i segni
Restano impressi in fiamma che perdura
Maurizio, ch’ogni scena a te si volge
Sotto la tua corona di virtute
L’anima tua mai sosta, mai si tolge
Di creatura in creatura s’abbellute
Che d’eterna gloria il nome tuo risuoni
Nei secoli a venir, fra la gran gente
E la tua fama, come sol che tuoni
Permanga in questo mondo risplendente
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