Mormora il silenzio la città pietosa,
tace il confine tra il vano e il sovrumano,
mentre l’aurora, che si rispecchia a iosa,
domina il platano, domina anche il leccio,
esseri eterni, come un passante anziano,
posto al passaggio leggero del libeccio.
-Anticamente eri già disposto a perdere
caduche foglie, ma ormai tu sei tediato-.
-Fratello mio, tu sei nato sempreverde,
come il silenzio di un borgo abbandonato-.