Me ne vado come un ratto dannato, illuminato solo dalla notte , per le strade della mia millenaria città impregnata dal fetore di immondizia differenziata della sera che con l'afa non va affatto daccordo.
giro i soliti posti : bar dimenticati da Dio e dalle forze dell'ordine, circoli privati esentasse ed altri ambientini dall' invitante rumore di bocce sbocciate , videopoker affamati ,biliardi scocciati e carte da poker in attesa del prossino pollo da spennare.
disoccupati, nullafacenti ,
50enni pre-pensionati ,
donne (?) dall' età indefinita dipinte con trucchi faraonici, finti invalidi, ex galeotti o ai domiciliari (evasi solo per la notte) affollano questi luoghi sovvenzionati dai più fantasiosi espedienti .
drincano come cammelli dopo la traversata del Sahara e io mi unisco a questi simpatici , periferici aristocratici dalla sete malata e le aspettative di vita precocemente invecchiate.
È un ingurgitare a tamburo battente,
i time out sono ammessi solo per andare alla "toilette presidenziale" ( la peggiore dell' Italia centrale ) (1).
i Vini , le dame, le danze
e i bicchieri rovesciati, le battutacce oscene,
le barzellette razziste io canto (2).
poi il nulla. Mi sveglio il giorno dopo sul campo di battaglia del mio letto, con la bocca impastata come colla dal sapore di grappa andata a male e sigarette bagnate .
che diavolo è successo?
in quel che rimane della testa come nello stomaco c'è una sensazione irrespirabile di surreale stordimento raddoppiato.
meglio non sapere ,
meglio non ricordare,
meglio cambiare aria per un po .
1 Trainspotting
2 Ariosto