Squarciare l’estasi delle tele con i versi di un’eresia decadente. Attraversare l’Acheronte tra i tormenti di una perpetua e incurabile follia. Elevarsi come uccelli notturni tra i suoni cupi e tenebrosi della morte. Un’elegia che sanguina e scorre tra le piaghe dell’anima, come le laceranti e insanabili stagioni del “poeta maledetto”. Folgorante!
Non conosco molto dei poètes maudits, so che erano degli artisti geniali che vivevano a Parigi nel quartiere di Monmartre ove si ritrovavano a bere assenzio e a fumare oppio, lontani dalla cultura borghese, avvicinandosi a temi di nicchia con il rischio però di diventare autoreferenziali. Per il reso ha già espresso molto J-J. Complimenti. Buona serata.
Ciao Jean, innanzitutto, ti ringrazio per la lettura accurata ed attenta. Sono nata "eretica" e vivo nel dubbio umano, la teoria sistematica e precisa di dogma perfetto non mi appartiene, in quanto, nepente per la mente. Ah ah ah Grazie e buona serata.
Ciao Dade, a mio modesto parere penso che l'autoreferenza gli sia stata attribuita da chi lo era già in passato. Il "poeta maledetto" non è un poeta ma è soltanto maledetto. Avere una visione diversa dalla massa non significa che si faccia uso di droghe... Ah ah ah ah Poetès maudits: je suis libre! Buona serata
Le mie lettere hanno le "ali"... E prima di arrivare a destinazione vivono l'impossibile. Basta chiudere gli occhi. Grazie Carbone