PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/08/2024
l’altra notte, non potendo dormire,

mi sono alzata e mi sono seduta sulla seggiola rossa impagliata,

eredità di mia madre e delle cose preziose del mio passato.

la sedia è sempre lì,

sulla veranda all’aperto,

perché spesso mi alzo quasi all’alba

per catturare il rosa dei mattini col mio obiettivo fotografico.

dentro la stanza l’aria era insopportabile,

dovevo fare qualcosa per mettermi in salvo.

Potevo morire in quella temperatura da altoforno.

mi sedetti priva di vita…

mi sedetti come solo una statua può sedersi.

ma fu stupore per le mie membra.

percepivo una sensazione inimmaginabile,

la percepivo e volevo scriverla…

la parlavo, la raccontavo a me stessa per imprimere

quella esperienza nelle pieghe della mia anima

come se la vergassi su un accartocciato foglio di papiro…

fu come se le mille braccia della notte mi cullassero.

fu come se mille aliti di vite invisibili mi soffiassero frescura,

fu come invisibili ali di farfalle e di volatili altri

mi facessero da ventaglio.

sentivo le mille creature della notte

e che popolano quello stadio di tempo che precede l’aurora,

fare capannello intorno a me, e mi facessero la respirazione artificiale.

fu come se mille amanti mi baciassero con aliti di zefiro e di favonio.

fu come se mi restituissero alla mia vita ordinaria,

con una nuova fiaccola tra le mani,

per vivere ancora, ancora, domani…
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Dall'anima un profondo scritto, piaciuta.

il 13/08/2024 alle 10:29

Grazie amico mio. Buon ferragosto

il 13/08/2024 alle 10:41

Da sogno sempre caro

il 13/08/2024 alle 12:31

il tuo stile inconfondibile...bella

il 13/08/2024 alle 16:05

Ciao Ninomario. Grazie

il 13/08/2024 alle 16:15

Arturo carissimo anche allora, quando la scrissi, faceva questo terribile caldo, ma non sapevamo che si chiamasse Caronte. Grazie per esserti fermato per un saluto.

il 13/08/2024 alle 16:17