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Pubblicata il 07/08/2024
La luce che taglia la nuvola del mio sigaro toscano come se attraversasse i miei ingialliti anni proietta ambigue ombre grottesche e dalle rotondità spigolose ma mi diverte troppo pensare di non essere considerato molto di più di un poveraccio consacrato alla costellazione dei falliti in questo che viene universalmente ritenuto lo sbavante mondo ricco straripante di prestigiatori.
nella mia testa lacera non ho mai avuto una meta precisa , ho sempre avuto l'impressione di non appartenere a niente.
porto sempre gli stessi stracci vecchi e indossati senza eleganza ma se qualche strampalato filantropo mi lasciasse una bottiglia di birra , o meglio una cassa, fuori la porta di casa senza farsi vedere ,forse questo si che mi farebbe risorgere la speranza e sciogliere in un sentimentale abbandono verso l'umanità e forse soccomberei tra le gambe di questa civile prostituta dal sorriso artificiale .
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