Definitivamente,
qualcosa è crollata sotto il peso
del cielo collassato oggi,
pure resta una luce di felicità
in ciò che non esiste
come nella crosta della ferita
pulsa un rantolo di linfa
per sempre essiccato;
mi resta la vertigine
di rotaie che si perdono e non sentiranno
treni mai
e dietro l’angolo del muro scalcinato
l’ebbrezza di un’ombra che si attarda
e non ricorda a chi appartiene.