San valentino con te
“ che splendida cosa che è il corpo…”,
mi sussurri, coricata su di un fianco,
dopo aver fatto l’amore,
e ora nei cedimenti delle carezze prolungate,tenerezze ,piccoli baci,
mi fai le tue confidenze
con un lampo delle tue iridi screziate d’oro,
la stessa che prima,
dopo i momenti impacciati dei preliminari
aveva posto fine alla perdita di tempo
e farmi sentire l’estasi in quel tuo misteriosissimo ventre
la tua pelle nuda come pesca
le gambe snelle
il bacino stretto e il viso di normanna migrata al sud per le crociate
facendo vibrare le mura di piacere
e il suono del tuo nome che io gridavo nell’amplesso
levigato come pietra che rimbalza mille volte sulle onde
giocandoci la mattina all’alba
che scuote il volo dei gabbiani rauchi di tempeste