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Pubblicata il 14/07/2024
circe e ulisse
lo stupore li rendeva unici e inscindibili;
non quello che sentivano loro ( per loro era la normalità),
ma per quello che riuscivano a creare negli altri.
l’uno era la mente colorata che prevede l’imprevedibile,
l’altra chi nella magia riponeva la sua arte e la sua forza.
sembravano che nno dovessero incontrarsi,
essendo su piani differenti,
il divino e l’umano,
la donna e l’uomo,
il canto, la seduzione e la ragione che seduce anch’essa
nelle parole alate e accorte.
pure, avevano qualcosa che li rendeva necessari,
l’uno all’altra e viceversa: il ricordo;
lei poteva togliere il ricordo e le persone restavano puro istinto,
vivendo un miserrimo presente,
lui attualizzava il presente così che,dilatandolo, egli viveva mille vite
e in quel ricordo era l’antidoto a difendere la sua individualità
umanità, grandezza.
nessun dio questa volta costringe lui o lei ad amarsi,
fu un fatto naturale,anche se limitato nel tempo,
ma unico,sapendo che il divino era in lui e l’umanità in lei
proprio in quell’accordo, il ricordo, che seduce mente e cuore.
egli ,Ulisse, lei, Circe.
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