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Pubblicata il 14/07/2024
e. dunque,
che colpa hai tu dei tuoi silenzi,
se la notte ti cresce dentro
senza confini,
mangiando ad uno ad uno i sogni
e ti leva il fiato
e ti senti strozzare
“ Dio, sto morendo”,
e nessun riverbero d’incendio
nella parte bassa del cielo giunge
a consolarti
e tu ancora quasi a difesa ti prendi per mano da sola,
ombra con ombra,
e attraversi gli inferi,
ombra alta, guardinga ,te ne stai zitta,
tu che amavi parlare e cantare
e ora le parole si spezzano in bocca,
senza denti e gli occhi senza sguardi ma solo fili d’erba
slanciati per misericordia della terra?
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