juve, regole E fantasia: sivori
Regole e geometria ha la parola,
come severa e accogliente nello stesso tempo, Torino e dunque Juve,
pure ad animarla fino allo zenit
senza che il sole incenerisca il senso
è
quella lingua della confidenza , sublime e canagliesca,
il dialetto o l’oriundo
che non segue schemi compassati dell’italiano,
nemmeno se si chiama Boniperti,
sivori, l’insolente come una spada, ingestibile come
i lampi e i tuoni
che dopo l’ubriacatura della tempesta rientra
come impensabile aritmia, la pioggia allegra sulla terra e l’arcobaleno,
una calcolata variazione musicale che strappa applausi a scena aperta
per un do di petto strepitoso,
la rete vincente della prima Juve che ancora si esalta
nella mente e nel campo
anche ora.