Cielo sporco di pupille
sobilla l'enfasi della luce
che si riflette azzurra sul dito
un’esitazione prima di scrollare
alla vista di quello che sembra
uno stormo di uccelli
nel blu del cielo
più da vicino
sono infinite farfalle
ma cadono al suolo come foglie
di un autunno iniziato il 7 ottobre e mai finito
pioggia copiosa di volantini
su macerie e tende ammassate a distesa
allontanatevi da rafah
monito pilatesco
atto a salvare più le apparenze
che a sventare mattanze
volti di bambini
non ancora fasciati dal telo bianco
pregano un dio lontano
e implorano il nostro aiuto
per dar loro voce
cease fire now
entrambe le suppliche
non troveranno accoglimento
né in cielo
né in terra
si prepara l’atto finale
del genocidio democraticamente negato
il carillon perenne di esplosioni
culla gli ultimi sputi di sangue e sabbia
tra denti da latte
serratisi a vuoto
attorno a ricordi di molliche
mentre la lingua fredda della notte
lambisce i nostri tetti
irrigidendo paure lontane anni luce
cade forse qualche lacrima
su guance immortalate
comunque rubiconde
via si scrolla
una due trecento volte
senza che anni di indifferenza in polvere
liberi coscienza
ah, toh, guarda!
che ridere questo
che cadendo nel piatto
si infila lo stuzzicadenti su per il naso
te lo giro
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