Fui verbo e soggiacqui all' errar del tempo,
fui vestibolo di proclamata inclinazione, velata da inanimata attesa,
sino ad esserne conteso, nel flebile abbandono dei sensi,
e pur trafiggermi in cor l'amor che giunga non possa scorgerne timor,
volli e sempre volli, amarti nel crogiolo di pudico pianto, quanto il giorno conceda i suoi affanni al divenuto tramonto, esservi e rendere coscienza meritevol disincato, ed il dubbio nulla piu' che etereo bacio la cui passion, ravviva membra mie...