Aveva le cosce troppo grosse,
ingentilite da calze d'argento:
stava seduta in una sala giochi
disdegnando gli scoppi di risa
che le si inframgevano d'intorno
come onde schiumose dell'Oceano;
leggeva qualcosa senza importanza,
(forse l'opera di qualche poeta),
statua di una bellezza senza tempo,
a fendere il vento senza aver freddo,
a prendere il sole senza aver caldo,
ed io l'amavo senza speranza,
sapendo che era troppo in alto per me.