un coniglio nero,appare allo specchio;occhi come rubini,fissano l'apparente ingenua ragazza,intenta ad osservare quel cobalto lucente e quelle due piccole fessure, che sembrano pietre preziose e che richiamano sensazioni lascive.
" Vuoi tu ingenua fanciulla,venire con me tra balocchi e cianfrusaglie?".
la ragazza abbagliata dal tono suadente, chiede come sia possibile, avere un dialogo con un coniglio allo specchio.
"Beh tu sei Alice ed io il coniglio del paese dove tutto è possibile.
non farti scappare l'opportunità di far emergere i lati più nascosti".
sorridendo stupidamente, Alice si lascia trasportare attraverso lo specchio.
si ritrova, tra lustrini e affari luccicanti.
una via di Damasco,in versione sexy.
girando la testa,non vede più il coniglietto, ma un lupo maestoso.
" Oh mio Dio! Sei un lupo! Non vorrai mica mangiarmi?"
esclama, con fare da gattina.
" I confini tra il sapere e il fingere di non saperlo,sono davvero labili.
ci sono fasi alterne nella vita,in cui tutti abbiamo, il nostro momento migliore.
luccichiamo come l'oro,viaggiamo anche se per brevi istanti,in un paese meraviglioso, tra chi esalta promiscuo,ed apparentemente evanescente,il nostro momento e chi per invidia, gelosia, o vestito da bigotto,intralcia tale momento, tentando di spingerci verso l'oscurità.
ma sta a noi soltanto la scelta;non fingerti ingenua Alice, con me non ne hai bisogno, sono il tuo momento esaltante.
tra caramelle e biscotti hai già viaggiato,perché non assaporare adesso, l'estasi di una piccola vittoria?".
alice si guarda intorno, ciò che vede non le dà alcun fastidio; serpenti che strisciano tra gambe scoperte, funghetti colorati,stranamente vibranti.
allucinazioni? O realtà squallida?
ma cosa c'era di vero, se aveva appena oltrepassato uno specchio e parlato con un coniglio, diventato lupo?
alice,assapora istanti conturbanti e famelici.
la volpe irosa, che all'uva non arriva,trasforma il frutto,in vino rosso ,che fa sorridere le labbra ed il gusto e macchia abiti,che cadono come foglie dagli alberi.
È magia o è profezia del lupo?
anima catartica, pregusta l'oblio da peccatrice.
ma era giusto tutto ciò?
la piccola Alice delle meraviglie, aveva come supporto il bianco coniglio e l'orologio, lei invece, lupi e serpenti.
ma non guasta certo provare.
verità occultata, da finta ingenuità, consapevolezza mascherata, da ingannevole abbaglio.
i suoi occhi vivaci,vagano tra paesaggi eccessivi,personaggi vaghi.
c'è pure quello, che somiglia a pinocchio che non contiene più il suo naso.
farabutto burattino.
" Vorrei tornare a casa,ma non trovo l'uscita, nessuno qui mi indicherà la giusta direzione.
allusiva allusione! Qui mi tocca di restare e cedere alla tentazione.
fumo e luci,carni tremule, chi sono io in realtà?
spettatrice insolita,o stolta insoluta?"
in ginocchio, i prati iniziano a girare attorno ad Alice,che sorride,sotto l'effetto della sua scelta.
quel funghetto vibrante; che colore curioso!
sarà forse velenoso?
che sensazione estrema di follia, tutto diventa come il rubino degli occhi del lupo,che gli sorride da lontano.
mente e corpo in simbiosi,un urlo impavido, di meraviglia.
penetrante oscenità.
" Toh! Che gattina tontolona!
non era affatto un fungo...".
il lupo ed il serpente e delle donzelle poco affidabili, nascosti adesso, sussurrano ridendo.
"Povera stupida?
altroché! Non Sei affatto ingenua, Alice.
il serpente decreta che, forse sarebbe meglio chiudere il portale.
non sia mai,che la gattina stolta,possa rivelalare i segreti, del paese delle effimere meraviglie.
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