Lungo il marciapiede
stanno ferme piccole prede,
grosse prede
dei manifesti elettorali.
I candidati mostrano il sorriso,
il loro miglior sorriso,
quasi a voler mostrare
la forza dei loro pettorali.
Guardo questi squallidi,
tentativi di captatio benevolentiae,
avverto un conato di vomito
farsi largo dal fondo della pancia
un conato che si trasforma
in un pauroso ghigno:
servi che vogliono diventare padroni
servi che vogliono asservirsi ancora di più
e in mezzo noi, voi, loro, essi, tutti
docili gattini il cui pelo arruffato
è delicatamente lisciato
in vista del prossimo cocktail party
a cui non mancheremo di partecipare.
E poi,
in mezzo,
ci sono io
spalle larghe
orecchini
polo nera
tatuaggio
pelle che si fa più scura
e gli occhi che mi fregano,
uno skinhead angelico
venuto dal profondo
rammarico di questa osservazione,
fatta in trecento metri di asfalto che brucia,
e che guadagna
l'arcobaleno
pensandoti.
Fuggiremo via da qui.
T.a.
sempre
Colonna Sonora: The Slowdive: Alison