E venne, alfin, tardi, la Primavera
ma aveva sandali di ruggine
e voce di ferro suonava il suo bracciale
di campanelli, anziché d'argento fino:
poiché ebbe da fare un viaggio così lungo
per pilastri oscuri di ricordi
l'immagine di te, bella nel tuo vestito,
gli occhi come corvi
nella mente di un artista pazzo:
ahi le tue dita sporche di silenzio!
cuore bersaglio di cinque frecce.
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