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Pubblicata il 04/01/2024
Tornano, i migratori!
un immenso fiotto nero
che rotola per il cielo incredulo,
le nuvole si fermano a guardare,
qualcuna commenta ad alta voce
(c'è sempre il benpensante malevoto),
mentre
stridule,
spire di fumo vivente
si avvolgono a Nord:
forse
lontanissimo
inimmaginato
inimmaginabile
a qualche latitudine imprecisata
fra Samarkanda e Tashkent
un vecchio con una grande barba
bianca bianca bianca
la neve la mattina di Natale
un vestito da sposa
si appoggia al rastrello
bruciando le foglie secche
a qualche gran fuoco della Vita,
e, siccome là fa davvero caldo
si terge dalla fronte
una goccia di sudore;
poi bestemmia sé stesso
(in Sanscrito, s'intende),
e scoppia a ridere:
ruffiane, le montagne
ridono anche loro
vergini, azzurri echi.
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