PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/04/2003
Ricordo le mani, fatica e sudore
ricordo il dolore, le spalle spaccate
ricordo l'orgoglio di classe operaia
avevi trent'anni, correvi in cantiere
al palazzo, le porte, i mattoni forati
le grida, la paga che era un nonnulla
E ricordo i pugni sul tavolo, a sera
che raccontavi l'odiato padrone
pretesa, comando, legge e arroganza
ed ero bambino, credevo nel giusto
vedevo soffriti, e soffrivo e covavo
in silenzio di notte parole e riscosse
Ricordo il rosso della bandiera al mattino
quando maggio iniziava cantando
in corteo noi siamo dei lavorator
e tutti eravate la forza e il futuro
quando nessuno ci avrebbe domato
un giorno qualsiasi, nelle strade riaperte
a dirci siam tutti fratelli, operai come noi
che danno guadagno e guadagnano poco
ora son qui che mi chiedo che ho fatto
per darti di maggio un giorno diverso
forse ben poco, ma spero che un giorno
non veda di nuovo un servo e un padrone
la legge del forte, la forza del soldo
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scusa sai, ma perchè non ci provi, a fare il "padrone" anche te?.
Poi ci racconti come è andata...
magari sarà un primo maggio diverso da questi soliti!
Ciao Pat.

il 30/04/2003 alle 15:05

che humour, caro mio, un'ironia che fa esplodere il sensi...io il padrone non lo voglio fare, lascio a te questo onore...fammi sapere com'è andata poi eh!
mario

il 30/04/2003 alle 15:20

ti dico subito come và: un ottimo rapporto con i "colleghi", perchè io non sono padrona, ma semplice dipendente.
Sei tu che, accecato dalla rabbia e probabilmente dall'invidia di non essere "padrone", non vedi altro che ironia anche nelle parole di chi non lo è. Questo è un altro peccato di chi non è contento di ciò che è, ma non fà nulla per migliorarsi.....
saluti Pat.

il 30/04/2003 alle 15:25

guarda che hai capito male: io non invidio nessuno e non mi sento sfruttato. faccio un altro lavoro non sono padrone ma nemmeno servo e sono ultrasoddisfatto. la poesia era solo un omaggio a mio padre che invece è stato un mezzo schiavo quando i padroni erano cattivi. tutto qui, se non era chiaro mi scuso ma non volevo offendere nessuno. saluti
mario

il 30/04/2003 alle 16:58

ok, ritiro tutto. scusa se ti ho offeso anch'io.
Baci. un abbraccio a tuo padre ovunque sia.
Pat.

il 30/04/2003 alle 17:26

Dolce dedica di vivo sentimento, per tuo padre e per tutti gli uomini e le donne sfruttate e malpagate che con le loro fatiche ci hanno permesso una vita migliore. Anche noi sai qualcosa facciamo, lavoriamo, crediamo, tutto quel che possiamo o quasi tutto. Il padrone è diverso ma c'è sempre, questo si.
chissà se tu hai anche il coraggio di regalargliela a tuo padre questa poesia, io forse non l'avrei.
ti bacio
e buon primo maggio a te
Kat

il 01/05/2003 alle 01:39