scusa sai, ma perchè non ci provi, a fare il "padrone" anche te?.
Poi ci racconti come è andata...
magari sarà un primo maggio diverso da questi soliti!
Ciao Pat.
che humour, caro mio, un'ironia che fa esplodere il sensi...io il padrone non lo voglio fare, lascio a te questo onore...fammi sapere com'è andata poi eh!
mario
ti dico subito come và: un ottimo rapporto con i "colleghi", perchè io non sono padrona, ma semplice dipendente.
Sei tu che, accecato dalla rabbia e probabilmente dall'invidia di non essere "padrone", non vedi altro che ironia anche nelle parole di chi non lo è. Questo è un altro peccato di chi non è contento di ciò che è, ma non fà nulla per migliorarsi.....
saluti Pat.
guarda che hai capito male: io non invidio nessuno e non mi sento sfruttato. faccio un altro lavoro non sono padrone ma nemmeno servo e sono ultrasoddisfatto. la poesia era solo un omaggio a mio padre che invece è stato un mezzo schiavo quando i padroni erano cattivi. tutto qui, se non era chiaro mi scuso ma non volevo offendere nessuno. saluti
mario
ok, ritiro tutto. scusa se ti ho offeso anch'io.
Baci. un abbraccio a tuo padre ovunque sia.
Pat.
Dolce dedica di vivo sentimento, per tuo padre e per tutti gli uomini e le donne sfruttate e malpagate che con le loro fatiche ci hanno permesso una vita migliore. Anche noi sai qualcosa facciamo, lavoriamo, crediamo, tutto quel che possiamo o quasi tutto. Il padrone è diverso ma c'è sempre, questo si.
chissà se tu hai anche il coraggio di regalargliela a tuo padre questa poesia, io forse non l'avrei.
ti bacio
e buon primo maggio a te
Kat