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Pubblicata il 28/04/2003


È tempo, amore, che la primavera
si risvegli; ed il mandorlo già freme.
Orsù, già è tempo, amore,
che aeree danze intrecciamo
tra i profumi novelli e che la gioia
della vita risorta
esploda per l'azzurro
e a nuove audacie ci sconvolga i sonni.
Vieni, amore, ed inèbriami d'oblìo:
fra i ciclamini e l'edera
vestiremo d'immenso i nostri sogni.




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Ti ringrazio molto, tiadal, del giudizio lusinghiero, accostandomi, bontà tua, alla "Primavera" del Botticelli, un segno che sono riuscito a trasmetterti una mia emozione, il che costituisce proprio lo scopo del mio scrivere "soliloqui". Spero di riuscirci ancora. :-) Ciao.

il 29/04/2003 alle 20:55

...e persi nell'eternità
vedrei finalmente
lo splendente volto
d'amore...

il 01/05/2003 alle 17:30

...logica conclusione... Ciao. :-)

il 02/05/2003 alle 08:47