Ti regalerò dei crisantemi plastificati,
a buon mercato ,
sbocciati in qualche fabbrica Taiwanese ,
dai tisici steli pieghevoli e deboli colori.
camuffati da rose ardenti
erano in svendita in un gelido
discount dissestato per l'improvviso desiderio dell'ultracentenaria propietaria cinese ,
dal sorriso strabico e un occhio pallido ,
di far visita al creatore.
te li dono per provare ad appagare con poco
i miei bassi istinti
risparmiandomi la riproduzione.
profumano di modesto cimitero dopo una lesinata pioggia, quelle brevi pioggie
che non lavano via gli incubi
ma imbrattano d'angoscia
e lasciano quell'annebbiante sentore di latrina .
mettile in un anonimo vaso dalla tristezza marroncina di ikea, senz'acqua,
di sicuro ne hai uno fatto in serie
che muore in bagno su una altrettanto
poco originale mensola impolverata
e dai colori stimolanti.
ti regalo questi ingannevoli fiori solitari,
non sapranno cantare ma
non generano loro simili e tengono alla larga sciami di insetti
e branchi di umani.
ma attenta alle spine , quelle sono vere .