Specchiarsi alla luce
di una ignota tomba
e coglierne la limpida trasparenza
e il placido sorriso
non è un errante pensiero malato
incappucciato d'orrore
con un nero mantello indosso.
È la sensazione che provano i rettili
nell' istante che cambiano pelle ,
e' il brivido che si prova nell' udire
all'improvviso il sonaglio del serpente.
È come navigare con se stessi
e abbandonarsi alle correnti
del fiume di sangue immersi
nelle proprie arterie intonando
una litania solitaria .
l' alato rumore della fredda nebbia
nell'immensa notte adolescenziale ,
avvinghiato nel suo solitario
abbraccio d'addio ,
è uno dei più lontani ricordi veri
impressi nel fegato come la prima sbornia ,
e voglio celebrarli
come si dovrebbe celebrare
l'inventore dello zero .
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