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Pubblicata il 24/02/2023
Ho incontrato un mago, uno di quelli veri, quelli delle leggende, che fanno miracoli profani.

Mi ha chiesto:
«Soffri?»
«Sì»
«Anch’io soffro e abbiamo una cosa in comune»
«Cioè?»
«Io soffro per te e la tua sofferenza»
«Ma tu puoi farti un incantesimo e vivere felice»
«No, la mia sofferenza cesserebbe solo se cessasse la tua. Io posso tentare di fartela cessare. Vuoi?»

Rimango a pensare
«No, non voglio. La sofferenza è l’unica cosa che mi rimane. In pratica è la vera essenza della mia vita. Senza di essa non saprei chi sono e perché è giusto che soffra»
«Allora condanni anche me a soffrire fin che avrai vita»
«Ma non ti ho chiesto io di soffrire per me»
«E’ vero, e neanche io lo vorrei. Solo che è inevitabile. La tua sofferenza si rispecchia e si trasferisce in chi ti è vicino, in chi ti vuol bene»
«A me non sembra di soffrire anche per altri»
«Esamina bene la tua sofferenza. Vedrai che non è solo tua»

L’ho fatto. Il mago aveva ragione e, alla fine, ho capito.
Non avrebbe potuto togliere la mia sofferenza perché prima avrebbe dovuto togliere la sofferenza delle persone che causavano la mia e così via, all’infinito.
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