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Pubblicata il 18/02/2023
i vincitori,
come le emicranie,
non sempre lunghe,
però sempre dure,
la musica,
come i ritmi
di bravure,
come pazzie
delle incuranti cure,
che sì promettono
i risultati buoni,
che devono cantar belle canzoni,
però è sempre,
come era prima-
una banale
e molto vecchia rima.
si vuol saltar fuori dellla propria pelle,
si vuol toccare le ardenti stelle,
però arriva mai la giusta nave

dello spazio assai lontana,
e un cantante solo,
che si cava.
caffè a latte
con il cioccolate,
il tè di erbe,
erbe più acerbe,
e le canzoni
cantano i matti,
e si raccoglie
sempre verdi erbe.
si vuole con la tua voce
raggiungere le galassie buone,
però si solo riempie i saloni
le scene, che accettano canzoni.
o, canta, canta,
ogni bel cantante,
o, ridi, ridi,
pubblico moderno,
o, canta, canta,
ogni, che sa fare,
o, piangi, piangi,
che non sa amare.
raccogli delle note ben eterne,
aggiungi le ottave più che alte,
una canzone
con la voce bella,
è come un vestito elegante,
come i fiori
nel mezzo del freddo,
come colori
nel grigio delle sere,
cantanti, figli delle Muse belle,
dell'armonia e di un gran bilancio,
le lacrime di un poeta,
le mantre d' un antico celebrante
e le magie di un gran cantante.

ivan Petryshyn
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