Quando
il tempo che ti resta
sembra
essere deciso
e i giorni si susseguono
come fossero
un numero preciso
ciò che avevi relegato
nei recessi più lontani
ma
che a ben vedere
era palese sul tuo viso
come
un esattore di crediti
la tua falsa identità
a se
legittimamente reclama
solo rimane
il vero tuo volto
che
riflesso nello specchio dell’anima
ora comprendi
mai
con quella maschera amara
avresti
dovuto barattare
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considerazioni, legate alla malattia e alla morte annunciata di un amico. Condizione che quasi sempre strappa il velo dell’ottundimento che caratterizza le nostre vite, spogliandoci di tutti gli orpelli e le maschere sociali e lasciandoci, se siamo in grado di resistere al bisogno di cercare consolazione, faccia a faccia con il nostro vuoto ma finalmente liberi.