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Pubblicata il 22/12/2022
L'inverno del nostro scontento

non ho motivo di respirare il rancore e le bocche sulfuree dell'inferno.

la voglia malsana di vendetta e il potere della spada,

non devono sopire voglie indicibili di canti di femmina

e degli abissi della natura che da la vita.

non ho motivo di gioire dello sgomento per le mie deformità

riflesso negli sguardi di donne

che mai aspirerebbero al mia verga nodosa.

mi guardo allo specchio e dopo un'abbondante libagione,

riesco ancora ad apprezzare le mie asimmetrie scomposte,

le mie fattezze piene di nere spigolature e geometrie ribelli,

oltraggio alla educata perfezione delle colone di marmo di Ravenna

e inno ai guizzi malevoli dei gargoille di Francia.

clarence, chi mai è costui?

cosa vuole da me mio fratello, perchè mi incalza?

e perchè io incalzo lui,

quando potrei godermi la gogna dorata del mio castello?

non voglio essere re nè domatore di folle.

non voglio cavalli nel mio regno.

non voglio uccidere i miei fratelli, nè le volpi innocenti.

purtroppo non sono io che decido

e non ci sono ciambellani che insorgono contro il buon costume

e sorridono agli occhi iniettati di sangue degli avvinazzati.

a pensarci ben non sono nemmeno Riccardo iii,

sono un passante che attende l'era in cui i deformi

saranno chiamati con un altro nome

e potranno danzare la Carola senza vergogna
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Ce' qualcosa di profondo in questo scritto.Piaciuto

il 22/12/2022 alle 22:28

Grazie

il 22/12/2022 alle 23:51

Oniat...è la deformità dell'anima che Tu assolutamente non hai, che dovrebbe portare alle Tue parole. Ma chi ha la deformità dell'anima invece si vanta. Purtroppo è un mondo fatto al contrario. Sei unico e speciale, così come le Tue Poesie. Un caro e sincero abbraccio e un Augurio di Sereno Natale.

il 23/12/2022 alle 14:12

Grazie ad entrambe di vero cuore. Le vostre parole mi spingono a continuare. Sereno Natale anche a voi

il 23/12/2022 alle 17:18