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Pubblicata il 29/11/2022
Se potessi prenderti le mani
in quelle notti fatte solo di miracolo
e consolare in me
il tuo sorriso stanco,
stracciato come un velo.
se sapessi guardarti
senza urlarmi dentro
la pietà dovuta al vinto.
se dovessi al mio risveglio
constatare l’avvenuto scambio,
io malata d’abominio
e tu giovane al sogno proteso,
allora anche con Dio
avrei fatto pace
ed espiato ogni peccato.
invece vile
cammino ora
sul filo sfuocato e tremolante
di quando la Luna s’immerge al mare
e da lontano osservo
le tue finestre chiuse e spente.
e stringo in pugno,
d’esacerbata forza,
la realtà che non so accettare,
il tuo nome e il tuo ricordo
dentro il taglio di un giornale.
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ti capisco, i tuoi versi arrivano nel profondo del cuore.La condivisione, il gridare il proprio dolore è terapeutico.

il 29/11/2022 alle 22:10

Non del tutto intuitiva,rispetto la tua scelta politica,espressa in forma irresistibile.Purtroppo la politica e i soldi,guastano qualsiasi rapporto umano,perfino le pulsioni primarie,di cui qui tratti con competenza,definendoti vile,vigliacca. E'importante la polarita',il dissenso!

il 20/10/2025 alle 18:46