Forse mi sfugge il senso, ma il "pensiero unico" è da evitare per tanti motivi. L'entropia genera un apparente caos, ma il caos non esiste. Si tratta solo di una modificazione che la sintropia ricondurrà in equilibrio. In effetti tutto ciò è il risultato di un meccanismo autoeverso un altro stato
Pardon, sbaglia tasto della tastiera... il risultato di un meccanismo autoregolante che cerca un suo equilibrio. Siamo il risultato di una diversificazione regolata da continue tensioni la cui risultante è la ricerca di un equlibrio. Tutto ciò vive grazie alla diversificazione e non può generare un "pensiero unico", cioè un pensiero che ci renderebbe tutti dei prigionieri. Oppure ho sbagliato il senso dei versi!
Forse la nota troppo scarna è fuorviante, Azar Rudif. Questo è il significato che volevo dare alla poesia: l'apparente montare del disordine nel mondo intorno a noi (entropia crescente) è bilanciato e superato dall'immane lavoro che ogni forma vivente consciamente o inconsciamente compie. Lo scopo è uno e uno solo, ritrovare il "Pensiero" che ogni cosa sostiene e dai cui tutto si è originato, nell'eternità del non tempo. L'ho volutamente e forzatamente definito "pensiero" anche se di tutt'altra natura, per far pensare poeticamente al Pensiero di Dio. Sul fatto che il pensiero unico sia da evitare come la peste, soprattutto in questo periodo, non ho dubbi e condivido. Un saluto.