Migranti, il rumore di risacca sui sui teschi spogli e bianchi,
nelle rive del mare di morte,
urlano sulle spoglie di poeti stanchi.
ferite lacere e ricordi di colli brutali,
si trascinano sulle coste degli aranci in fiore,
di terre frastronate e di frati venali.
riaprono le case di Bacco mentre scrutiamo l'orizzonte,
ammirando la scura terra dei ricordi e della normalità agognata,
lasciatemi morire ma fatemi ancora sognare l'amore della donna col vestito bianco che mi saluta di là dal ponte
- Attualmente 4.33333/5 meriti.
4,3/5 meriti (3 voti)