Bella la struttura e la musicalità delle parole ma ripeto un po' lunga. Dovresti fare pensieri più brevi in poesia, catturano di piu... Un caro saluto
Grazie Ginni, anche del tuo appunto sulla lunghezza di molte delle mie poesie. In effetti apri una profonda riflessione su i "pro" e i "contro" di due modi diversi di esprimere la propria interiorità. Da una parte la folgorante (se ci si riesce) poesia breve che ti colpisce come uno schiaffo o una carezza, senza lasciarti il tempo di "alzare" quei filtri che sono a guardia della nostra fortezza mentale, dall'altra la poesia che attraverso la narrazione di una breve storia, cerca di evocare quella stessa risposta emotiva (nel migliore dei casi animica), sfruttando il nostro desiderio, radicato nell'infanzia, che qualquno ci "racconti una favola". Lo scopo è lo stesso, evocare "qualcosa" che la vita quotidiana, sempre più ci impedisce di sperimentare. Devo dire che c'è stato un periodo in cui scrivevo esclusivamente poesie brevi ed erano come "mantra" che mi risuonavano nella testa o nel cuore, ora invece tendo ad essere più descrittivo, utilizzo di più la metafora per aprire la strada ai mio sentire ed eventualmente per provare a guidare il sentire di chi si trovi a leggere quello che scrivo, al di là della superfice appiccicosa delle cose. A questo proposito mi torna in mente la tua poesia "La fune"; si un filo a cui aggrapparsi, un aiuto su cui contare, una mano travestita di parole. Ciao. Buona giornata.